Programma


Applicazioni cliniche dello psicodramma (italiano)

Data: 7 Settembre 2019 dalle 16:30 alle 18:15

Tipologia: Simposium

Relatori: Raffaella Balestrieri, Paola Cecchetti, Maurizio Fajeti, Michela Fiore, Vivienne Meli, Roberta Mineo, Carmen Tagliaferri


Chairman: Paola Cecchetti


Raffaella Belestrieri (Italia) -

Quando la cicogna non arriva... -

Tecniche psicodrammatiche nella procreazione medicalmente assistita (P.M.A.)
Raffaella Balestrieri*; Loredana leone*; Daniela Leone*; Elena Vegni**
*ASST Santi Paolo e Carlo – **Dipartimento scienze della salute, Università degli Studi

Introduzione
La diagnosi di sterilità è motivo di grandi sofferenze e di angosce per la coppia,che si manifestano sia a livello individuale (minaccia dell’identità maschile e femminile), che di coppia e sociale. Spesso si assiste ad una riduzione di investimenti e dell’intimità corporea. A questo si associa la distanza con la sfera sociale: la coppia si sente giudicata ed in difetto e ciò può comportare una chiusura con la rete sociale. L’equipe medica diviene il luogo di sicurezza, dove contenere l’angoscia. Alla luce di questo, il centro di procreazione medicalmente assistita in collaborazione con l’unità complessa di Psicologia clinica dell’asst santi paolo e Carlo di Milano, propone alle nuove coppie, che iniziano il trattamento terapeutico di PMA, un incontro mensile a carattere emotivo. (Bayle, 2003),(Rifelli, 1990)
Descrizione dell’incontro
Le coppie vengono invitate a partecipare ad un unico incontro, della durata di 2 ore, che ha come obbiettivo quello di riflettere e condividere gli aspetti emotivi del percorso. L’evento è condotto da due psicologhe psicodrammatiste. Durante l’incontro vengono indagati e condivisi alcuni “punti caldi” di questo percorso, mediante tecniche attive sociometriche: in particolare viene proposta al gruppo di prender posizione col corpo rispetto a quanto sentono di poter condividere in coppia e con altri significativi, il proprio vissuto emotivo e quanto si sentono fiduciosi del percorso medicalmente proposto. L’attività proposta permette l’emergere di tre condizioni: A. Riconnettere le coppie all’ aspetto corporeo. Esprimere il corpo nel gruppo attiva sensazioni “dimenticate”. I rapporti sessuali sono spesso mirati e questo può portare a una perdita della spontaneità e del piacere. L’atto procreativo è sostanzialmente delegato alla cura medica e il rischio è quello di rinunciare ad un attività sessuale fine a se stessa. B. Legittimare le emozioni. Il senso di fallimento spesso si estende anche alle famiglie allargate. Il senso di colpa per non aver risposto alle aspettative familiari e la rabbia di questi sono alcuni dei vissuti spesso connessi alla diagnosi. C. Scoprire nuove modalità di confronto col partner e con le altre coppie. La possibilità di ascoltare voci e vissuti di altre coppie aiuta ad accorciare le distanze comunicative nella coppia e a rivalutare le risorse supportive del partner. L’incontro offre infine la possibilità di proporre un supporto continuativo prima del percorso durante e dopo. Le coppie che partecipano all’ incontro riferiscono di essere soddisfatti dell’esperienza proposta, soddisfazione percepita anche dai curanti del centro P.M.A.
Sviluppi futuri
Sarebbe interessante strutturare in modo periodico gli incontri in modo da individuare degli indicatori di risultato.


Paola Cecchetti - Carmen Tagliaferri (Italia) -

Trauma individuale e familiare -

Una bambina di tre anni e mezzo è esposta al trauma che ha colpito anzitutto sua madre. Padre, madre e figlia si recano nel paese dell’ est dove vive la nonna materna per trasferirla a Roma. Qui si scontrano con la scena traumatica. Entrano in casa:la madre è nel letto assassinata dal fratello gemello il cui corpo è lì accanto, impiccato Tornati a Roma è il marito a chiedere aiuto. Non sa cosa significhi formulare una domanda di terapia,sa che è impossibile vivere questa situazione in assenza di cura.Capisce ma è impotente La moglie non può rimanere sola ,sviene,non dorme, ha gli incubi, la bambina non può andare a scuola,il marito al lavoro. La psicoterapeuta contattata si consulta con i colleghi di Apeiron, l’associazione di psicoanalisti e psicodrammatisti cui apparteniamo. Verrà proposta una psicoterapia per la madre, la psicanalista infantile per la bambina (gli incontri avverranno sempre in presenza dei genitori) e uno psicodramma a termine ( 10 incontri )per la coppia che rischia di s-coppiare.Nell’ambito del convegno riferiremo l’esperienza di psicodramma analitico di coppia a termine
Il dispositivo per lo psicodramma di coppia è costituito dalle due psicanaliste che seguono la madre e la bambina; quattro psicologi tirocinanti in funzione di “io ausiliari “che permettono il gioco della coppia .I temi affrontati sono stati l’istinto violento, arcaico e la pulsione di morte; la gemellarita’mortifera.


Maurizio Fajeti - Roberta Mineo (Italia) -

Maschile paterno, il lato fragile dell’essere uomo -

In questi ultimi decenni si registra un travagliato percorso disidentitario del maschio. In un pianeta dove sempre più globalizzati sono i rischi ambientali, le ingiustizie sociali e le crisi economiche, uomini e donne rimettono in discussione i rispettivi ruoli sociali, aprendo ad inaspettate crisi ed opportunità di trasformazione dei rapporti di forza tra i sessi. Mentre i movimenti femministi godono dell’accorciamento delle distanze tra geografie e culture, dimostrando capacità di reazione e disposizione al cambiamento, l’uomo si rivela solo, male organizzato e fragile. Questo contributo pone l’accento sulle narrazioni maschili della paternità, dell’eroismo, dell’utilità (Cederström, Guardian 2 Ottobre 2018 ) a fronte di una narrazione storica di potere a somma zero, machismo, tossicità del costrutto maschile. E il rapporto tra queste due narrazioni si articola grazie alla capacità di ingaggiare un dialogo difficile ma schietto con le donne, portatrici sane di una natura complessa che mette in crisi qualunque dogmatismo maschile: streghe e madonne, forze creatrici e infanticide, capaci di generare economie sostenibili e sistemi di distribuzione della ricchezza più equi ma anche vestali di un’educazione che perpetua tradizioni chauviniste e bigotte.
Mentre a tutte le latitudini si registrano movimenti di donne che mettono in discussione gli equilibri esistenti tra i due sessi, aumentano le violenze di genere e si compattano le minoranze alt-right, sovraniste, bianche, xenofobe, conservatrici, rendendo visibile le intrinseche relazioni tra genere, classe sociale e ‘razza’. Cresce nell’uomo un certo senso di insicurezza e vacilla il tradizionale ruolo di maschio: tale perdita di certezze intorno al proprio ruolo sociale destabilizza, fa paura, e in certi casi origina abusi e comportamenti violenti nelle relazioni di intimità e negli ambiti domestici.
Il presente contributo intende mettere a fuoco, in particolare, la declinazione paterna dell’essere uomo. A partire dalla presentazione di alcuni interessanti progetti terapeutici che si occupano del recupero di padri/mariti violenti in territorio emiliano, si interroga soprattutto sulla possibilità di intervenire preventivamente sulle cause, attraverso un’azione capillare di tipo educativo, nelle scuole e soprattutto nelle famiglie. Tale intervento preventivo parte dall’analisi di certe narrazioni sull’educazione agli affetti (eg. la pericolosità del potere femminile di Audre Lord, 1983), e giunge ad una vera e proprio sfida alla tossicità di certe polarità familiari (padre-padrone vs. mammo), promuovendo la fine del cosiddetto ‘mandato di maschilità’ (Segato, 23 giugno 2018). Liberandoli dalle pastoie di aspettative sociali relative alla forza, alla durezza, all’anaffettività, all’autoritarismo, questi nuovi padri da un lato si oppongono alla confusione simbiotica della diade madre-bambino, promuovendo spazi di libertà e di esplorazione creativa dei minori; dall’altra scoprono un ruolo alla pari nel ménage familiare, rifiutando di essere relegati al solo gioco con i figli e appropriandosi di spazi di cura domestica che rimettono in discussione i ruoli maschio-femmina della casa (Delgado, 5 marzo 2019). Così “la vita interiore dell’uomo germina dalla nostalgia consapevole, non ripudiata di questo ventre vuoto: gli uomini ne accettano la ferita insanabile, riescono a coltivarla, a far nascere da quell’orto infecondo, non solo gesti paterni accudenti, a imitazione ed emuli di quelli materni” (Demetrio, 2010).


Michela Fiore - Vivienne Meli (Italia)

"Il sole nella nebbia. Giocare un cambiamento possibile” Un’esperienza di psicodramma con donne vittime di violenza.

“L'umana compagnia,
Tutti fra se confederati estima
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce
Della guerra comune.”
Leopardi, La Ginestra, o fiore del deserto, 1845

Ci piace pensare alla terapia di gruppo con la stessa poeticità e forza di speranza evocata dalla ginestra, fiore in grado di emanare il suo profumo anche in luoghi desertici e dimenticati, fiore che è insieme simbolo di fratellanza, convivenza umana fondata sulla solidarietà, consapevolezza individuale e coraggio intellettuale. Il percorso di psicodramma che abbiamo condotto con un gruppo di donne vittime di violenza è stato un viaggio attraverso ruoli inesplorati, rappresentazioni conflittuali e immagini evocative e dense di emozioni.
Figlie, donne, madri. Confusione, conflitto, non vedere niente d’altro, protezione, sacrificio, simmetria, piacere, spazio, forza del gruppo, cercare il sole nella nebbia… L’esperienza di psicodramma ha permesso di attraversare sentieri intrecciati di storie individuali, immagini di futuri possibili anche dopo relazioni traumatiche.
Il trauma paralizza, lascia senza parole, evoca la morte; l’imponente sistema difensivo arcaico attivato da gravi situazioni traumatiche ostacola la possibilità per l’individuo di vivere nel mondo con modalità spontaneistiche.
Il poter riattivare la propria parte creativa contrasta il senso di impotenza, di passività, di perdita di controllo sulla propria esistenza, che caratterizzano le vite di donne che hanno subito violenza.
Il gioco psicodrammatico ha, infatti, stimolato movimento e spontaneità e lo spazio scenico del gruppo ha rappresentato un luogo sicuro in cui le donne hanno potuto tracciare nuovi fili narrativi delle loro esperienze.

Who shall survive?
IAGP International Psychodrama Conference 2019

4/9/2019 - 8/9/2019, Iseo (BS) - Italy

Conferenza terminata

5 Giorni

147 Relatori

157 Eventi

360 Posti

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Informazioni sulla conferenza

Gentile Partecipante, vogliamo darti alcune informazioni circa la prossima 2nd IAGP Psychodrama Conference e 8th Psychodrama Congress. Alla registrazione ti verrà consegnata una borsa con i materiali della Conference e un badge personalizzato, che ti chiediamo di indossare sempre all’interno dell’istituto. PRE-CONFERENCE Se sei iscritto alla Pre-Conference la tua registrazione avverrà direttamente di fronte alla […]

Workshop preview #107

Fabian Blobel (Germany) – Luigi Dotti (Ita) – Stefan Flegelskamp – (Germany-Swiss) Angela Sordano (Ita) – Rebecca Walters (USA) Symposium – English – Italian “Working with children” (psychotherapy, care and education) “Lavorare con i bambini (psicoterapia, cura ed educazione)” Abstracts Rebecca Walters – USA Sociodrama with Children’s Groups. Sociodrama, like Psychodrama, is a way for […]

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Carlos Maria Menegazzo (Argentina) Simposium – Spanish – Italian Partiendo de nuestros tiempos apocalípticos y de revelación, recordemos los finales y principios de milenios de la humanidad. En todos ellos, a pesar de grandes decadencias siempre hubo “sociedad sensible y critica” que fue sembrando renacimiento. Según astrólogos y metafísicos, el próximo renacimiento ocurrirá en el […]