Programma


Applicazioni cliniche, sociali ed educative dello psicodramma (italiano)

Data: 6 Settembre 2019 dalle 16:30 alle 18:15

Tipologia: Simposium

Relatori: Marina Brinchi, Antonino Enia, Luciano Mocci, Sandro Papale


Chairman: Marina Brinchi


Marina Brinchi e Sandro Papale (Italia) - Quando la parola si fa azione: il corpo nella psicoterapia di gruppo -

Nella pratica privata con i pazienti nevrotici e in quella pubblica con i pazienti psicotici, lo psicodramma junghiano restituisce una significati-va valenza terapeutica al corpo, al movimento, all’azione. Questa va-lenza permette al terapeuta di far emergere l’interazione dialettica tra la “terapia della parola” e l’espressione non verbale dei vissuti attivan-do un efficace processo psicoterapeutico.
Attraverso lo psicodramma junghiano, i pazienti nevrotici – che spesso per difesa scindono la parola dal corpo o viceversa – riacquistano il va-lore evocativo del gesto ed il valore simbolico della parola permetten-do un’attribuzione di senso alla propria vita.
I pazienti psicotici – la cui capacità di esprimersi verbalmente può esse-re ridotta, inadeguata o compromessa da contenuti deliranti – tornano a comunicare a partire dall’espressione corporea come veicolo del pensiero.

Antonino Enia (Italia)- Psicodramma micro -

Nel presente lavoro si è cercato quale potesse essere il metodo che, costruendosi spontaneamente , si mostri più adatto per un determinato gruppo, sforzandosi di iniziare e procedere senza idee preconcette e non sapendo, neanche il conduttore, dove si sarebbe arrivati e se si fosse giunti a delle conclusioni, che, per precisione, non erano neanche previste all’inizio. La nostra società attuale è protagonista di forti cambiamenti ed acquisizioni scientifiche che, sempre più penetrate nella mente e nell’immaginario degli uomini, ne condizionano il pensiero e le aspettative sconvolgendone i parametri di riferimento e mettendo in forte difficoltà specialmente la parte affettiva intuitiva a contenerli ed assimilarli.
La facile possibilità di accedere a notizie scientifiche, ha favorito una consapevolezza muta della nostra relatività, del fatto di risiedere forse in un macrosistema a noi non conosciuto, in attesa di non avere più consapevolezza di esistere o di qualcosa di incontrollabile, con produzione di una insicurezza e fragilità elevate a potenze estreme.
Si è cercato nuove espressioni, se ce ne fossero, per lo psicodramma partendo dal lavoro con soggetti provenienti, prevalentemente, dalla dipendenza, a volte con vissuti di violenza. Obbiettivo in corso sia appoggio analitico e crescita personale per i partecipanti, sia il modellamento spontaneo del metodo, come entità vivente, con finalità che aderisca, come acqua, ai teatri interni ed al teatro manifesto. Con l’biettivo di fondo, anche se superfluo, di verificare la validità della modalità, anche in situazioni di alterazione delle regole, si è considerato lo psicodramma come un ente , date le sue peculiari caratteristiche di duttilità, capace di dialogare con il gruppo e di lasciarsi modificare dall’inevitabile scambio di informazioni, che avviene quando due sistemi si incontrano.
Considerando il particolare periodo di cambiamento epocale si sono adottate alterazioni e forzature degli assiomi fondamentali alla ricerca di un evoluzione spontanea che possa a mio parere riallineare lo psicodramma alle acquisizioni scientifiche e culturali negli ultimi anni immesse velocemente, senza possibilità di elaborare, sul grosso pubblico. Si sono studiate modalità diverse sia nella conduzione sia nel setting stesso, sforzandosi di registrare ciò che scaturiva dall’inevitabile evoluzione spontanea del gruppo. Si è fatto in modo che i partecipanti potessero sentirsi liberi di partecipare ad una sola seduta o tutte o quando potevano, dando ad ogni incontro sia una valenza autonoma conclusiva di un acquisizione, sia una continuità con gli altri, registrando la costruzione di un percorso, non programmato Si è lavorato in micro gruppo con utilizzo e rielaborazione del materiale portato dagli altri, inserendo la del caso. Si è cercato di esasperare le regole dello psicodramma favorendo la possibilità di rivisitare materiale portato da altri componenti del gruppo, mantenuto ad un numero limitato di tre quattro persone , massimo cinque, composto . Nella nostra epoca troppo veloce penso che l’uomo abbia perso la possibilità di dare un significato alla propria vita e sia diventato uno strumento, un tassello nel mercato consumistico. Lo psicodramma ha intrinsecamente le componenti essenziali dell’umanità stimola e risveglia il volere bene a se stessi ed agli in un contesto comunitario relazionale garantito sia dalla del gruppo che ricorda la sacralità del themeros greco, sia dai rituali che avvengono nello stesso. Nella apparente confusione e trasgressione dei giochi, ha, in sé, non solo una solida struttura che favorendo il dialogo delle quattro funzioni favorisce il lavoro analitico, ma anche di una, non scientificamente provata, memoria dell’acqua che gli permette di interrogarsi e sconvolgersi garantendo contemporaneamente la crescita.

Luciano Mocci (Italia) - Connessioni umane: la metodologia dello psicodramma al servizio della comunità interculturale

CONNEXIONS è un progetto di teatro sociale, avviato nell’Aprile 2016, nato per offrire uno spazio creativo ed espressivo e parallelamente di integrazione e socializzazione ai richiedenti asilo accolti presso i Centri CAS e SPRAR delle Cooperative del Consorzio CO&SO di Pistoia. Il laboratorio ha utilizzato metodi attivi di lavoro in gruppo e le metodologie dello psicodramma e del playback theatre con l’obiettivo di promuovere esperienze di incontro e comunicazione fra i partecipanti in grado di superare le differenze linguistiche e culturali. Alcuni elementi simbolici universali hanno fatto da riferimento per connettere storie ed esperienze vissute da persone diverse in contesti culturali differenti, connesse fra loro in quanto esperienze della comune storia di ogni essere umano, piccole particelle della più grande storia universale dell’uomo. La musica, il movimento e la danza hanno offerto un grande supporto alle attività del laboratorio e hanno permesso di realizzare una performance teatrale che ha debuttato a MIToS il Meeting Italiano di Teatro Sociale a Lucca e che si è replicata al Teatro Bolognini di Pistoia nell’ambito delle iniziative di Pistoia Capitale delle Cultura 2017. Nella performance teatrale sono state messe in scena le storie di alcuni richiedenti asilo con l’accompagnamento dal vivo della Connexions band, un gruppo musicale multietnico che si è costituito nel corso del laboratorio. The Connexions band ha realizzato alcuni concerti per il Comune di Pistoia e tuttora fa performance musicali in ambito territoriale per connettere, socializzare, sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche collegate all’immigrazione e nell’ambito delle attività di integrazione del progetto SPRAR, ha ottenuto un finanziamento che ha permesso di registrare il proprio repertorio in un cd musicale.

 

 

 

Who shall survive?
IAGP International Psychodrama Conference 2019

4/9/2019 - 8/9/2019, Iseo (BS) - Italy

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